Dichiarazione di conformità PPWR: cosa deve contenere - 4 Pack Italian
Dichiarazione di conformità PPWR: cosa deve contenere

Dichiarazione di conformità PPWR: cosa deve contenere

Dal 12 agosto 2026 il Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR) è applicabile e sostituisce la precedente Direttiva 94/62/CE. A differenza della direttiva, che ogni Paese recepisce a modo suo, il regolamento vale allo stesso modo in tutta l’Unione Europea. Tra i nuovi obblighi del regolamento, uno dei più impattanti è la dichiarazione di conformità PPWR: il documento con cui chi immette un imballaggio sul mercato ne attesta il rispetto dei requisiti.

Vediamo cosa serve per prepararla e, soprattutto, per tenerla aggiornata nel tempo.

Che cos’è la dichiarazione di conformità PPWR

È una dichiarazione formale, prevista dall’articolo 39 del regolamento. Con questo documento il fabbricante si assume la responsabilità della conformità dell’imballaggio alle prescrizioni applicabili. Non va confusa con altri documenti che le aziende raccolgono già:

  • certificati di laboratorio o di enti terzi: attestano singole prove o norme tecniche. Possono supportare la dichiarazione, ma non sostituirla.
  • dichiarazioni dei fornitori: riguardano un singolo materiale o componente. La dichiarazione di conformità valuta invece l’imballaggio nel suo insieme.
  • documentazione tecnica: è l’insieme delle prove su cui la dichiarazione si basa.

Chi deve redigerla

La responsabilità è del fabbricante dell’imballaggio, come definito dal PPWR. Spesso è l’azienda che commercializza il prodotto con il proprio nome o marchio. Attenzione: il fabbricante non coincide necessariamente con il “produttore” tenuto al contributo CONAI.

Anche gli altri operatori della filiera hanno obblighi precisi:

  • gli importatori devono verificare che la documentazione esista prima di immettere il prodotto sul mercato;
  • i distributori non devono vendere imballaggi non conformi;
  • un eventuale mandatario può gestire la documentazione, ma la responsabilità resta del fabbricante.

L’obbligo riguarda imballaggi primari, secondari e da trasporto, monouso e riutilizzabili, in tutti i settori: alimentare, bevande, vino, cosmetica, prodotti per la casa.

Cosa deve contenere

La struttura è definita dall’Allegato VIII del regolamento. In sintesi:

  • identificazione univoca dell’imballaggio (codici, riferimenti, lotto);
  • ragione sociale e indirizzo del fabbricante;
  • dichiarazione che il documento è rilasciato sotto la sua esclusiva responsabilità;
  • riferimento al regolamento e alle singole prescrizioni applicabili;
  • riferimenti alla documentazione tecnica e alle norme utilizzate;
  • luogo, data, firma e nominativo di chi firma.

La dichiarazione deve indicare le prescrizioni applicabili alla data della firma. Dichiarare in blocco la conformità a tutto il regolamento significa attestare qualcosa che la legge, oggi, non richiede ancora.

La documentazione tecnica

Dietro ogni dichiarazione deve esserci un fascicolo tecnico ordinato e facilmente reperibile.
Essa include

  • composizione dei materiali e schede tecniche;
  • dichiarazioni dei fornitori;
  • rapporti di prova di laboratorio;
  • valutazioni di riciclabilità;
  • verifiche sul contenuto riciclato;
  • informazioni su sostanze soggette a restrizioni;
  • disegni tecnici e specifiche di imballaggio.

La dichiarazione e la documentazione vanno conservate per 5 anni per gli imballaggi monouso e per 10 anni per quelli riutilizzabili.

Cosa si applica oggi e cosa arriverà

L’entrata in applicazione del PPWR segna l’inizio di un percorso graduale:

  • dal 12 agosto 2026: limiti su sostanze, metalli pesanti e PFAS negli imballaggi a contatto con alimenti, e requisiti per gli imballaggi riutilizzabili;
  • dal 2028: requisiti di compostabilità per le tipologie di imballaggio interessate;
  • etichettatura armonizzata: si attende ancora l’atto di esecuzione della Commissione, previsto nel secondo trimestre del 2027;
  • dal 2030: progettazione per il riciclo, contenuto riciclato minimo nella plastica e riduzione al minimo degli imballaggi.

Ogni nuova scadenza comporta la revisione delle dichiarazioni esistenti. Lo stesso vale per qualsiasi modifica di materiali, fornitori o formati.

Le difficoltà più frequenti e cosa si rischia

La difficoltà più frequente non è compilare la dichiarazione di conformità, ma raccogliere e tenere allineate le informazioni che la sostengono. Un solo imballaggio può avere componenti di fornitori diversi, ognuno con la propria documentazione, e i dati finiscono facilmente sparsi tra fogli Excel, email e cartelle condivise. Perciò, quando cambia un materiale o arriva una richiesta di verifica, non è chiaro quale sia la versione valida né se le prove siano complete. Ed è proprio qui che nasce il rischio. Se non si riesce a dimostrare che un imballaggio è conforme, si possono avere ritardi, ritiri dal mercato e problemi con i clienti, a cominciare dalla GDO, che spesso chiede queste informazioni ai fornitori. A ciò si aggiungono le sanzioni che spettano ai singoli Stati membri e che in Italia non sono ancora state definite: entro il 12 febbraio 2027 occore notificare all CE il proprio impianto sanzionatorio.

Come gestire la dichiarazione di conformità PPWR con 4Pack

Una dichiarazione di conformità PPWR è affidabile quanto i dati e i documenti che la sostengono. 4Pack li riunisce in una piattaforma centralizzata, collegando ogni documento al singolo componente di imballaggio e li mantiene aggiornati e facilmente reperibili.

Con 4Pack puoi:

  • ritrovare subito la documentazione approvata più recente, senza cercarla tra email e cartelle;
  • gestire i flussi di revisione e approvazione tra le funzioni coinvolte: sviluppo packaging, regolatorio, acquisti e qualità;
  • raccogliere i dati dai fornitori in modo strutturato e uniforme;
  • tenere traccia di versioni e approvazioni, con uno storico completo da presentare in caso di audit o controlli;
  • affrontare le prossime scadenze del PPWR aggiornando la base dati, invece di rivedere i documenti uno per uno.

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